
Mauro De Pellegrin
“Ti sembra il momento di mangiare?”
La parole non suonarono così strane al mio orecchio. Rimisi nella tasca posteriore il tortino di marmellata. Per quasi un’ora in gruppo non si sentì piu una parola. Tutti col testa china sul manubrio, la sensazione era chiara, si viaggiava oltre i 50, pur non avendone la certezza, senza contachilometri sul manubrio.
L’avviso mi era arrivato da Mauro De Pellegrin, il quale aveva appena ricevuto l’ordine dall’ammiraglia. Era giunto il momento di andare a riprendere la fuga. Giacobazzi e Bata (la squadra di Argentin) erano schierate davanti al gruppo e quando era il suo turno in testa, si aveva la netta sensazione che la velocità aumentasse ancora.
De Pellegrin, classe 1955, inizia a correre tardi, a 16 anni, nella categoria degli allievi con la Rubertex Bagnolese. Era il 1971. Un primo anno di esperienza che serve da semina per raccogliere i frutti già l’anno successivo. infatti con la stessa maglia e nella stessa categoria giungono 10 vittorie.
Il 1973 lo vede approdare alla categoria dilettantistica in maglia Termolan. Due anni alla corte di Bruno Reverberi, per fare esperienza ed imparare l’uso dei lunghi rapporti. Nel 1975 si trasferisce alla Giacobazzi dove resterà fino alla fine della sua carriera, che terminerà 7 anni più tardi, da vincitore, indossando la maglia Tricolore della sua specialità; la corsa contro il tempo. Gli anni settanta erano quelli dell’esaltazione del ciclismo dei paesi dell’Est, dove non esisteva il professionismo ed i nostri dilettanti si confrontavano con i mostri sacri dai nomi altisonanti: Ludwig, Boden, Lang, Pikkuus, Shelpakov…. ed contro di questi che il Reggiano si esalta entrando di diritto nella Nazionale della 4×100 km. Una delle specialità piu massacranti che il ciclismo ricordi. La sequenza dei sui risultati è impressionante.
1977 Argento al Campionato del Mondo a San Cristobal in Venezuela (con Bernardi, Da Ros e Porrini) dietro al quartetto Russo formato da Pikkuus, Chaplygin, Kaminski e Chukanov.
1979 Oro ai Giochi del Mediterraneo a Spalato
1980 5° alle Olimpiadi di Mosca in compagnia di Giacomini, Maffei e Minetti
Azzurro della specialità dal ’77 al ’82.
A questo va aggiunto una serie invidiabile di vittorie su strada fra cui 2 volte trionfatore della sua amata Milano-Reggio, un Trofeo Baracchi con il compagno di colori Stefano Boni, 2 Titoli Italiani Cronometro Individuale nel ’80 e nel ’82 e per ben 6 volte insignito dello storico Premio Disciplina istituito dall’indimenticabile Giannetto Cimurri.
“Perché non passi…. tu che puoi.” gli chiesi un giorno. “Perché di la troverei chi mi ha bastonato fino ad ora” fu la sua risposta. Quel giorno capii il suo stile di vita. Se non puoi essere il più bell’albero della foresta sii almeno il più bel fiore del cespuglio.