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Andrea Marchi

Ottimo ottavo posto colto dal reggiano Andrea Marchi nella prima tappa del Giro della Lunigiana. Il forte corridore di Scandiano, che in terra ligure veste i colori giallo rossi dell’Emilia Romagna, è riuscito ad entrare nella fuga, partita a 12 chilometri dall’arrivo, composta da 14 corridori. All’arrivo di Brugnato il più veloce è stato il friulano Lorenzo Trabucco che si è imposto davanti al veneto Giacomo Peroni.

Per Andrea un ottimo inizio in questa competizione considerata la corsa a tappe più importante della categoria juniores.

L’ordine di arrivo di questa prima tappa del Giro della Lunigiana da La Spezia a Brugnato di 109 chilometri è il seguente:

1 Lorenzo Trabucco (Friuli Venezia Giulia)
2 Giacomo Peroni (Veneto)
3 Matej Mohoric (Slovenia)
4 Oliviero Troia (Liguria)
5 Alberto Marengo (Piemonte)
6 Gianni Moscon (Trentino)
7 Giacomo Tomio (Trentino)
8 Andrea Marchi (Emilia Romagna)
9 Alessio Gessa (U.C. Casano)
10 Francesco Giopp (Veneto)

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L’arrivo della Coppa Bernocchi

Accoppiata della Colnago CSF Bardiani nella Coppa Bernocchi: sul traguardo di Legnano sprint vincente di Sacha Modolo davanti al compagno di squadra
Sonny Colbrelli.
“E’ andato tutto per il meglio, anche se il finale non era facile visto che nessuno collaborava – ha detto Modolo ai microfoni Rai-. È per questo che all’ultimo giro mi sono dato da fare anch’io in una fuga. Il mio gesto dopo la vittoria? Mi hanno criticato e volevo dimostrare che non sono così brocco. Mi riferisco alle Olimpiadi dove, non mi sembra che la nazionale italiana sia andata tanto male e quindi non meritavamo tante critiche”. Domani? “La Coppa Agostoni è più dura dello scorso anno, ma ci voglio provare”. Un trionfo per la squadra dei Reverberi con tutta la gioia di Colbrelli per un posto d’onore importante: “Noi della Colnago abbiano fatto un gran bel treno, ho detto a Modolo di starmi a ruota perché mi sentivo bene ed era impossibile sbagliare – spiega Sonny, 22 anni-. Sono molto contento di questo mio secondo posto che arriva dopo un periodo un po’ difficile, ora speriamo di continuare”.

Ordine d’arrivo
1. Sacha Modolo (Colnago Csf Bardiani)
2. Sonny Colbrelli (Colnago Csf Bardiani)
3. Maximiliano Richeze (Team Nippo)
4. Roberto Ferrari (Androni Venezuela)
5. Andrea Palini (Team Idea)
6. Tim De Clercq (Topsport Vlaanderen)
7. Enrique Sanz (Movistar)
8. Giovanni Visconti (Movistar)
9. Elia Favilli (Farnese Vini)
10. Claudio Corioni (Acqua & Sapone)

Il fotofinish dell’arrivo di Prato di Correggio

Buona prova di Matthias Carra a Prato di Correggio. L’atleta della Bagnolese Gattatico entra nella fuga decisiva ma viene sopraffatto dai velocisti presenti nel drappello. Il gruppetto degli attaccanti, partiti a poco più di 5 chilometri dall’arrivo, comprendeva i primi 8 corridori dell’ordine di arrivo.

Ordine di arrivo

Partenti 108 – Km 66 media 41,100 km/h

1.Marco Morselli -Sport Reno
2.Alessandro Fedeli -Ausonia Pescantina
3.Federico Olei  -Juvenes San Marino
4.Giovanni Guglielmi  -Ausonia Pescantina
5.Giampietro Brocchi  -Mazzano
6.Mathias Carra  -Bagnolese Gattatico
7.Nicola Borghi  -Stella Alpina Renazzo
8.Valentin Beghiu  -Biking Noceto
9.Alex Maroni  -Juvenes San Marino
10.Giovanni Leonardi  -Ausonia Pescantina

Anna Trevisi in azione al Giro del Trentino

Ciao Anna, come va?
Sto bene! sia come atleta che come persona, sarà l’estate che rende tutti più allegri e vivi ma sto proprio bene!

Dopo una risposta di questo tipo penso che si sia già capito che tipo sei, simpatica e solare. Parlaci del tuo avvicinamento al ciclismo.
L’incipit della mia carriera, è stato molto casuale. Ho iniziato a correre grazie a mio fratello. Pur essendo più piccolo di 2 anni ha conosciuto il mondo della bicicletta prima di me, così andando a vedere gare ed allenamenti, ho voluto provare e non ho più smesso. E non ho nemmeno intenzione di smettere!

Che ricordo hai del tuo primo incontro con una bicicletta?
E’ ancora molto nitido nella mia mente, ed è il papà, che un bel giorno mi prende e mi dice: “adesso togliamo le rotelline”. Panico totale! Subito dissi di no, poi mi armai di coraggio e provammo. Giuro che non sono caduta! Ero molto barcollante ma non caddi, ovviamente il papà mi era a fianco per fermarmi e farmi curvare, ci misi poco ad imparare da sola. Non me lo dimenticherò mai quel momento!!

Hai mai pensato di provare qualche altro sport?
Ho pensato di fare di tutto e di più, dalla boxe allo snorkeling (ma solo quando smetterò di correre). Tutto tranne la pallavolo, non mi piace proprio come sport, con tutto il rispetto di chi lo pratica e di chi ci crede.

Però, la boxe! Qui esce una Anna diversa, combattiva, come quella che ha vinto l’Europeo?
Vinsi il titolo Europeo grazie anche alla squadra! Quel giorno ho rotto i raggi della ruota davanti e poi sono anche caduta. Se le compagne non mi avessero aiutata a rientrare in gruppo, non credo che ora potrei vedere tutti i giorni la mia maglia con le stelline appesa in camera. Chiaramente, la volata l’ho vinta io! Negli ultimi 10 km siamo andate in fuga in 4. io, una mia compagna di nazionale (Rossella Ratto n.d.r.), una russa e una francese. Io e Rossella ci siamo messe d’accordo su come gestire la situazione e così lei si è sacrificata per tirarmi la volata visto che io sono più veloce; ed è andata bene! Ho vinto!! Però per rendermi conto di ciò che avevamo e avevo fatto, credo di aver impiegato almeno una settimana, e tutte le notti sognavo quella gara. una parola: FANTASTICO!!

Hai vinto e condiviso il risultato con le tue compagne, credi che il ciclismo sia più sport individuale o di squadra?
Credo che pensare al ciclismo come uno sport individuale sia un po riduttivo. Ovviamente chi vince è uno, ma la squadra conta tantissimo. Per fare un esempio Giorgia Bronzini presa individualmente è molto forte ma non credo che possa riuscire a battere Marianne Vos. Per due volte ha vinto il titolo iridato grazie alla nazionale. Quindi è vero che la maglia la indossa lei ma senza squadra non credo avrebbe vinto; dunque la soddisfazione individuale è “alle stelle” ma è anche collettiva.

Basta parlare di ciclismo, parliamo un po di te, diplomata con?
Con una tesina dal titolo “IL BELLO DELLA BICICLETTA”, diciamo che solo con la tesina ho guadagnato almeno 10 punti, era molto originale. In più la presidente di commissione era un ex atleta azzurra di pattinaggio, per cui 3/4 di interrogazione erano sulla mia vita di atleta. In effetti ho avuto molta fortuna!! Ora però dedico tutto il mio tempo alla bici. Ho pensato che fare università e ciclismo sarebbe stato molto difficile e avrei fatto male entrambi. Ho fatto una scelta, giusta o sbagliata che sia, l’ho fatta con la mia testa.

Difficile non parlare di ciclismo con te! Dai facci parlare con l’Anna allegra, chi è il tuo comico preferito?
Enrico Brignano. Mi fa ridere solo a guardarlo!

Non so quanto possa essere contento Brignano di questa tua risposta! Esiste un’Anna letteraria?
Se mi avessi chiesto il libro preferito, quando avevo 15 anni avrei risposto Harry Potter, ora ti dico: “Il nome della rosa” di Umberto Eco, carico di storia e molto emozionante!

Un libro così impegnato? Allora chissà cosa guardi in TV!
Guardo il Grande Fratello!

Ho avuto un incubo, pensavo parlassi seriamente!
No scherzo!! A parte le trasmissioni sportive, direi Profiling, un programma molto avvincente sul genere “C.S.I”.

Torniamo al ciclismo. Hai portato orgogliosamente a termine il Giro d’Italia, però su quante salite hai imprecato?
La salita sulla quale non ho imprecato, ma quasi è stato il passo della Futa. Una salita di 15 km tutta sotto un sole cocente, e i km più duri sono proprio alla fine. Giuro che mi veniva da piangere dalla fatica anche solo per rimanere nel gruppo delle velociste. Ma tutta la fatica che ho fatto è stata ripagata alla fine del Giro. Tutto sommato non sono andata poi così male, su 140 partenti l’abbiamo finito in 70, ed io ero fra quelle. E’ stata una soddisfazione incredibile! Era il mio sogno poter fare il Giro d’Italia, soprattutto poter corre con le “big”, i miei miti, come Emma Pooley (alla quale ho rubato la borraccia l’ultima tappa come ricordo), Ina Yoco Teutenberg, Marianne Vos, Nicole Cooke e la stessa Giorgia Bronzini.

Mamma mia! Ma chi è realmente Anna?
E’ una ragazza semplice, normale, come tante altre, l’unica differenza è che di lavoro fa ciclismo; e fa la vita da atleta, e accetta di partire per il Tour de France dopo aver fatto il Giro d’Italia! Non so in che condizioni tornerò, ma parto. Anche questo è sempre stato un mio desiderio. Però per scaramanzia non ti posso dire qual’è ora il mio sogno, ho paura che non si realizzi!

Nel tuo cuore c’è posto solo per la bici o esiste un’Anna romantica, che fa posto all’amore della propria vita senza una sella e un paio di pedali, lo hai già incontrato?
L’Anna romantica c’è, forse il principe azzurro non l’ha trovato senza pedali, sella e manubrio. Comunque sottolineo il FORSE!!

Si dice che ai ciclisti è meglio pagargli un vestito che invitarli a cena, qual’è il tuo piatto preferito?
Salmone con patate al forno e ti confermo che durante una corsa a tappe è vivamente consigliato non invitarmi a cena!!

In Francia avrai a che fare con le migliori “patisserie” d’Europa, saprai resistere?
Sicuramente mi chiuderò nelle patisserie migliori di Francia!! Anche se ho scoperto che a Montecatini Terme fanno dei budini di riso buoni da morire, li mangiavo in corsa!

E per il tuo compleanno?
Indubbiamente cheese cake ai frutti di bosco!

Siamo giunti alla fine di questa intervista, hai visto come sono stato bravo, non ho fatto alcun accenno al doping! Però non posso non farti una domanda che va al di la della semplice battuta. Cosa pensi quando sei “finita”, dopo mesi di sofferenza e di allenamenti stressanti, quando le gambe fanno male e la testa vorrebbe essere da un’altra parte, e vedi una tua collega che ti supera con un sorriso come fosse sotto l’ombrellone, e tu sei consapevole di esserti allenata più di lei; cosa ti passa per la testa? Amarezza, delusione o solo la consapevolezza di una avversaria più forte?
Molto sinceramente, il doping esiste anche da noi. Me ne sono accorta quest’anno in particolar modo. Quando un atleta, uomo o donna che sia, decide di far uso di doping, non fa altro che auto rovinarsi, sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista mentale. Vive nella continua paura di essere “beccato”, ti assicuro che non si scappa! I controlli antidoping sono molto più frequenti e molto spesso a sorpresa, anche a casa dell’atleta. Quando vedo una ragazza che in gara vola, ma si allena tanto quanto me o anche meno (quindi posso giudicare), provo rabbia! Non delusione, rabbia!! Poi rifletto e dico: pagherà! Tanto la beccheranno prima o poi. Questo è un argomento che meriterebbe una riflessione molto più approfondita.

Prima di lasciarci, vuoi ringraziare qualcuno che ti ha dato una mano ad arrivare ad essere quella che sei?
Di ringraziamenti dovrei farne e valanghe. Sono tante le persone che mi hanno aiutata in questi anni. Penso che il ringraziamento per meriti veri e propri vada ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta nei momenti migliori e peggiori (perché ho avuto anche quelli) e a Matteo Caprari, l’allenatore che mi ha permesso di vincere titolo italiano ed Europeo!

Grazie Anna, ti aspettiamo alla fine del Tour. In bocca al lupo!

Il Comitato regionale dell’Emilia Romagna, della Federazione ciclistica Italiana, nella persona del presidente Davide Balboni, insieme al Team 9, organizzano la pedalata non competitiva “Pedalando per la Bassa” che avrà luogo Sabato 4 Agosto presso il Parco Carrobbio di Massa Finalese con raduno alle ore 09,30 e partenza alle ore 10,00.
Un evento importante, di solidarietà verso le popolazione duramente emaciate dal sisma e diretto soprattutto ai bambini e agli anziani che sono ancora costretti a trascorrere il loro tempo nelle tendopoli.
Tutto questo non sarebbe stato possibile e non avrebbe avuto quel valore aggiunto se l’evento non fosse stato coadiuvato dall’importantissimo sostegno di Amedeo Colombo, presidente della Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani, che senza dubbi e remore, ha fin da subito sposato il progetto, impegnandosi a portare sulle strade dei paesi colpiti dal sisma di Massa Finalese, Finale Emilia, Camposanto, Cavezzo, Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro ciclisti professionisti ancora in erba e campioni del passato.
Il presidente della ACCPI si è anche attivato per regalare un sorriso in più ai bambini, sollecitando le squadre professionistiche maschili e femminili nella raccolta di gadget come cappellini, borracce e materiale tecnico da regalare loro.
A lui, il presidente Davide Balboni rinnova i più sinceri ringraziamenti e invita tutti gli appassionati del mondo delle due ruote e non, a partecipare alla pedalata di solidarietà, gratuita, con l’unico obbligo di utilizzare il casco. La manifestazione si concluderà con un gustoso pasta party offerto da Giovanni Rana.

Giacomo Menchetti sul traguardo di Gavasseto

Non brillano i reggiani nel 5° Trofeo Nat Food svoltosi a Gavasseto, con il campione regionale Alfonso Gualtieri che si deve accontentare del settimo posto dell’ordine di arrivo.
Giornataccia per tutti visto il forte vento che avrebbe reso felici i mulini olandesi ma non certo il centinaio di corridori allineati alla partenza pronti a sobbarcarsi una fatica non programmata.
Come vuole la tradizione i ventagli spaccano il gruppo in diversi tronconi e  più “olandesi” si trovano al comando dopo pochi chilometri di corsa. Sono in quattro: il toscano Menchetti, il veneto Mitrofan, il romagnolo Marini e il bolognese Favaron. La fatica disegna solchi sui volti asciutti degli atleti che sanno di dover affrontare due terribili scalate verso Montericco ma gli attaccanti sanno che il vento renderà difficile la rincorsa del gruppo così Menchetti la mette giù dura e se ne va solitario quando mancano ancora 35 chilometri alla conclusione. Scollina solitario sia al primo che al secondo passaggio al G.P.M. accumulando un vantaggio di 55″ sui più immediati inseguitori fra i quali nel frattempo rientra il tenace Gamberini dopo un lungo inseguimento solitario. Ancora vento contrario a disturbare la marcia dei corridori; Menchetti al comando non molla un metro e giunge da solo in via Frank a Gavasseto dove l’organizzazione, curata dalla Nial Nizzoli, non sembra essere all’altezza della prova offerta dagli atleti con transenne aperte e pubblico ad occupare lo spazio riservato a fotografi e operatori TV.

Ordine di arrivo
Km 116.00 in 2.58.45 media km/h 38.937

1• Menchetti Giacomo     (Team Stabbia Sparo Pistoia)
2• Gamberini Roberto     (Italia Nuova Borgo Panigale)   a 1’
3• Marini Cristian       (Sidermec-F.lli Vitali)
4• Ciucci Manuel         (Team Stabbia Sparo Pistoia)
5• Mitrofan Cladiu       (FDB Verona)
6• Venturi Mattia        (FDB Verona)
7• Gualtieri Alfonso     (Team Nial Nizzoli)
8• Magagno Claudio       (Andreotti auto Rovigo)
9• Ricci Tomas           (Simec-Fanton_cicli Paletti)
10• Sanpaoli Simone      (Sidermec-F.lli Vitali)

Buona prova dei reggiani D’Alessandro e Giaroli.
Per vedere il filmato di UltimoKM clicca qui.
ORDINE DI ARRIVO ESORDIENTI 1° ANNO
1° LOLLI GIORDANO ELIA (BABY TEAM IACCOBIKE SASSUOLO )
2° GASTALDI DAVIDE (CC CREMONESE 1891 GRUPPO ARVEDI)
3° MANINI ANDREA (CC CREMONESE 1891 GRUPPO ARVEDI)
4° GIAROLI SIMONE (TEAM BARBA A.S.D.)
5° MERCURIO ALESSANDRO (S.C.TORRILE)
6° IANNUZZI ANTONIO PIO (S.C. SAN FELICE BANCA POPOLARE A.S.D.)
7° PICCIOLI DANIEL (BABY TEAM IACCOBIKE SASSUOLO )
8° PESENTI THOMAS (S.C.TORRILE)
9° RISOLI LUDOVICO (A.C. BIKING NOCETO)
10° FACCHINI MANUEL (TEAM BARBA A.S.D.)

ORDINE DI ARRIVO ESORDIENTI 2° ANNO
1° REMONDINI MIRCO (V.C. PONTENURE 1957 F.ZEPPI)
2° D’ALESSANDRO EMANUELE (TEAM BIKE 2000)
3° ALBONI ALESSANDRO (A.S. S.C.COTIGNOLESE)
4° GUIDETTI ERIK (S.C.CAVRIAGO & OMG)
5° VIGLIOTTI MICHEL (A.S.D. CICLISTICA NOVESE)
6° PEDRONI ANDREA YURI (CC CREMONESE 1891 GRUPPO ARVEDI)
7° LONGAGNANI LUCA (ASD DAVOLI BAGNOLESE GATTATICO )
8° NAMLI ACHRAF (S.C.CAVRIAGO & OMG)
9° ZANARDI MARCO (V.C. PONTENURE 1957 F.ZEPPI)
10° MORINI CHRISTIAN (A.C. BIKING NOCETO)

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