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Auguri Anna!

Anna Trevisi

Brutta caduta per Anna Trevisi al Giro della Toscana femminile. La forte atleta reggiana è caduta durante la seconda tappa fratturandosi il polso sinistro. Dopo aver già preso parte al Giro d’Italia ed al Tour de France, Anna aveva deciso di partecipare anche a questa importante manifestazione internazionale in terra toscana ma la sfortuna ha interrotto questa sua splendida stagione agonistica.

Per la cronaca la vittoria di tappa è andata all’iridata Giorgia Bronzini; sicuramente senza questa caduta Anna avrebbe saputo ben comportarsi nella conclusiva volata viareggina.

Auguri per una pronta guarigione ed un rapido ritorno in sella ad Anna da parte di tutto lo staff di ciclismoreggiano!

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Anna Trevisi in azione al Giro del Trentino

Ciao Anna, come va?
Sto bene! sia come atleta che come persona, sarà l’estate che rende tutti più allegri e vivi ma sto proprio bene!

Dopo una risposta di questo tipo penso che si sia già capito che tipo sei, simpatica e solare. Parlaci del tuo avvicinamento al ciclismo.
L’incipit della mia carriera, è stato molto casuale. Ho iniziato a correre grazie a mio fratello. Pur essendo più piccolo di 2 anni ha conosciuto il mondo della bicicletta prima di me, così andando a vedere gare ed allenamenti, ho voluto provare e non ho più smesso. E non ho nemmeno intenzione di smettere!

Che ricordo hai del tuo primo incontro con una bicicletta?
E’ ancora molto nitido nella mia mente, ed è il papà, che un bel giorno mi prende e mi dice: “adesso togliamo le rotelline”. Panico totale! Subito dissi di no, poi mi armai di coraggio e provammo. Giuro che non sono caduta! Ero molto barcollante ma non caddi, ovviamente il papà mi era a fianco per fermarmi e farmi curvare, ci misi poco ad imparare da sola. Non me lo dimenticherò mai quel momento!!

Hai mai pensato di provare qualche altro sport?
Ho pensato di fare di tutto e di più, dalla boxe allo snorkeling (ma solo quando smetterò di correre). Tutto tranne la pallavolo, non mi piace proprio come sport, con tutto il rispetto di chi lo pratica e di chi ci crede.

Però, la boxe! Qui esce una Anna diversa, combattiva, come quella che ha vinto l’Europeo?
Vinsi il titolo Europeo grazie anche alla squadra! Quel giorno ho rotto i raggi della ruota davanti e poi sono anche caduta. Se le compagne non mi avessero aiutata a rientrare in gruppo, non credo che ora potrei vedere tutti i giorni la mia maglia con le stelline appesa in camera. Chiaramente, la volata l’ho vinta io! Negli ultimi 10 km siamo andate in fuga in 4. io, una mia compagna di nazionale (Rossella Ratto n.d.r.), una russa e una francese. Io e Rossella ci siamo messe d’accordo su come gestire la situazione e così lei si è sacrificata per tirarmi la volata visto che io sono più veloce; ed è andata bene! Ho vinto!! Però per rendermi conto di ciò che avevamo e avevo fatto, credo di aver impiegato almeno una settimana, e tutte le notti sognavo quella gara. una parola: FANTASTICO!!

Hai vinto e condiviso il risultato con le tue compagne, credi che il ciclismo sia più sport individuale o di squadra?
Credo che pensare al ciclismo come uno sport individuale sia un po riduttivo. Ovviamente chi vince è uno, ma la squadra conta tantissimo. Per fare un esempio Giorgia Bronzini presa individualmente è molto forte ma non credo che possa riuscire a battere Marianne Vos. Per due volte ha vinto il titolo iridato grazie alla nazionale. Quindi è vero che la maglia la indossa lei ma senza squadra non credo avrebbe vinto; dunque la soddisfazione individuale è “alle stelle” ma è anche collettiva.

Basta parlare di ciclismo, parliamo un po di te, diplomata con?
Con una tesina dal titolo “IL BELLO DELLA BICICLETTA”, diciamo che solo con la tesina ho guadagnato almeno 10 punti, era molto originale. In più la presidente di commissione era un ex atleta azzurra di pattinaggio, per cui 3/4 di interrogazione erano sulla mia vita di atleta. In effetti ho avuto molta fortuna!! Ora però dedico tutto il mio tempo alla bici. Ho pensato che fare università e ciclismo sarebbe stato molto difficile e avrei fatto male entrambi. Ho fatto una scelta, giusta o sbagliata che sia, l’ho fatta con la mia testa.

Difficile non parlare di ciclismo con te! Dai facci parlare con l’Anna allegra, chi è il tuo comico preferito?
Enrico Brignano. Mi fa ridere solo a guardarlo!

Non so quanto possa essere contento Brignano di questa tua risposta! Esiste un’Anna letteraria?
Se mi avessi chiesto il libro preferito, quando avevo 15 anni avrei risposto Harry Potter, ora ti dico: “Il nome della rosa” di Umberto Eco, carico di storia e molto emozionante!

Un libro così impegnato? Allora chissà cosa guardi in TV!
Guardo il Grande Fratello!

Ho avuto un incubo, pensavo parlassi seriamente!
No scherzo!! A parte le trasmissioni sportive, direi Profiling, un programma molto avvincente sul genere “C.S.I”.

Torniamo al ciclismo. Hai portato orgogliosamente a termine il Giro d’Italia, però su quante salite hai imprecato?
La salita sulla quale non ho imprecato, ma quasi è stato il passo della Futa. Una salita di 15 km tutta sotto un sole cocente, e i km più duri sono proprio alla fine. Giuro che mi veniva da piangere dalla fatica anche solo per rimanere nel gruppo delle velociste. Ma tutta la fatica che ho fatto è stata ripagata alla fine del Giro. Tutto sommato non sono andata poi così male, su 140 partenti l’abbiamo finito in 70, ed io ero fra quelle. E’ stata una soddisfazione incredibile! Era il mio sogno poter fare il Giro d’Italia, soprattutto poter corre con le “big”, i miei miti, come Emma Pooley (alla quale ho rubato la borraccia l’ultima tappa come ricordo), Ina Yoco Teutenberg, Marianne Vos, Nicole Cooke e la stessa Giorgia Bronzini.

Mamma mia! Ma chi è realmente Anna?
E’ una ragazza semplice, normale, come tante altre, l’unica differenza è che di lavoro fa ciclismo; e fa la vita da atleta, e accetta di partire per il Tour de France dopo aver fatto il Giro d’Italia! Non so in che condizioni tornerò, ma parto. Anche questo è sempre stato un mio desiderio. Però per scaramanzia non ti posso dire qual’è ora il mio sogno, ho paura che non si realizzi!

Nel tuo cuore c’è posto solo per la bici o esiste un’Anna romantica, che fa posto all’amore della propria vita senza una sella e un paio di pedali, lo hai già incontrato?
L’Anna romantica c’è, forse il principe azzurro non l’ha trovato senza pedali, sella e manubrio. Comunque sottolineo il FORSE!!

Si dice che ai ciclisti è meglio pagargli un vestito che invitarli a cena, qual’è il tuo piatto preferito?
Salmone con patate al forno e ti confermo che durante una corsa a tappe è vivamente consigliato non invitarmi a cena!!

In Francia avrai a che fare con le migliori “patisserie” d’Europa, saprai resistere?
Sicuramente mi chiuderò nelle patisserie migliori di Francia!! Anche se ho scoperto che a Montecatini Terme fanno dei budini di riso buoni da morire, li mangiavo in corsa!

E per il tuo compleanno?
Indubbiamente cheese cake ai frutti di bosco!

Siamo giunti alla fine di questa intervista, hai visto come sono stato bravo, non ho fatto alcun accenno al doping! Però non posso non farti una domanda che va al di la della semplice battuta. Cosa pensi quando sei “finita”, dopo mesi di sofferenza e di allenamenti stressanti, quando le gambe fanno male e la testa vorrebbe essere da un’altra parte, e vedi una tua collega che ti supera con un sorriso come fosse sotto l’ombrellone, e tu sei consapevole di esserti allenata più di lei; cosa ti passa per la testa? Amarezza, delusione o solo la consapevolezza di una avversaria più forte?
Molto sinceramente, il doping esiste anche da noi. Me ne sono accorta quest’anno in particolar modo. Quando un atleta, uomo o donna che sia, decide di far uso di doping, non fa altro che auto rovinarsi, sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista mentale. Vive nella continua paura di essere “beccato”, ti assicuro che non si scappa! I controlli antidoping sono molto più frequenti e molto spesso a sorpresa, anche a casa dell’atleta. Quando vedo una ragazza che in gara vola, ma si allena tanto quanto me o anche meno (quindi posso giudicare), provo rabbia! Non delusione, rabbia!! Poi rifletto e dico: pagherà! Tanto la beccheranno prima o poi. Questo è un argomento che meriterebbe una riflessione molto più approfondita.

Prima di lasciarci, vuoi ringraziare qualcuno che ti ha dato una mano ad arrivare ad essere quella che sei?
Di ringraziamenti dovrei farne e valanghe. Sono tante le persone che mi hanno aiutata in questi anni. Penso che il ringraziamento per meriti veri e propri vada ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta nei momenti migliori e peggiori (perché ho avuto anche quelli) e a Matteo Caprari, l’allenatore che mi ha permesso di vincere titolo italiano ed Europeo!

Grazie Anna, ti aspettiamo alla fine del Tour. In bocca al lupo!

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